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Il velluto tessuto: tipi, arredamento, moda e cura

Il velluto si riconosce al tatto, per la superficie fitta di peli corti sul dritto. Qui vediamo come è fatto, quali tipi esistono e come orientarsi tra divani, tende e abiti. Spieghiamo anche come pulirlo senza rovinarlo e dove conoscerlo da vicino in Italia.

Aggiornato
Una coppia seduta su un divano di velluto verde confronta campioni di tessuto in uno showroom luminoso

In breve

  • Il velluto ha un pelo fitto sul dritto: tagliato nel velluto unito, ad anelli nel velluto riccio.
  • Le varianti sono molte, dalle coste alla ciniglia al dévoré: chiedi sempre composizione e istruzioni di manutenzione.
  • Per pulirlo segui quest'ordine: etichetta, spazzola morbida nel verso del pelo, prova in un punto nascosto e lavaggio a secco se hai dubbi.
  • Genova, Zoagli, Venezia, Firenze e Prato custodiscono telai, scuole e collezioni da conoscere da vicino.

Come è fatto il velluto

Il velluto è un tessuto con un pelo fitto sul dritto, cioè sul lato a vista. Il nome viene dal latino vellus, vello, e rende bene l'idea di una superficie morbida e compatta (Wikipedia).

La costruzione spiega molte delle sue qualità. Nei velluti veri c'è un tessuto di base a cui si aggiungono fili di ordito supplementari. Una volta tagliati, sono questi fili a formare il pelo corto che vediamo e tocchiamo. Per questo il velluto ha un dritto e un rovescio molto diversi. Ha anche un verso del pelo, di cui tenere conto quando lo si spazzola.

Tagliato o riccio: la prima distinzione

Nel velluto unito o tagliato il pelo è reciso. Nel velluto riccio forma invece una serie di piccolissimi anelli. Alla tradizione italiana appartiene anche il soprarizzo, il velluto di seta tessuto a mano. Zoagli è nota per il soprarizzo fin dal Medioevo, e a Venezia la Tessitura Luigi Bevilacqua lo realizza ancora a mano.

Le lavorazioni di base e i nomi storici
NomeSuperficieDa sapere
Velluto tagliatoPelo fitto e recisoChiamato anche velluto unito
Velluto riccioSerie di piccolissimi anelliIl pelo forma riccioli invece di essere tagliato
Velluto a giardinoMotivi a fiori multicoloriDetto anche velluto di Genova
SoprarizzoVelluto di seta tessuto a manoTradizione di Zoagli, prodotto a mano anche a Venezia

Le principali varianti

Oltre alle lavorazioni di base, la voce enciclopedica elenca molte varianti. Questi sono i nomi con cui le trovi in negozio e nei cataloghi:

  • Velluto a coste, che in inglese si chiama corduroy
  • Millerighe, il cui nome richiama righe molto fitte
  • Microvelluto
  • Velluto stretch
  • Ciniglia
  • Velour e velveton
  • Dévoré e froissé
  • Jacquard

Il nome commerciale, da solo, non dice come si comporterà il tessuto sul tuo divano o addosso. Prima di comprare chiedi sempre la composizione e le istruzioni di manutenzione. Se possibile, fatti dare anche un campione da toccare.

Velluto per la casa: divani, poltrone e tende

Il velluto arreda le case da secoli. Tra il 1553 e il 1562 Genova spedì ad Anversa 10.000 casse di velluto, destinate in gran parte alla tappezzeria e all'arredamento delle abitazioni (Il Foglio).

La tradizione continua. A Venezia la Tessitura Luigi Bevilacqua realizza per gli interni velluti, damaschi, lampassi e broccati (Bevilacqua). Dolce & Gabbana hanno usato i suoi velluti anche per arredare le proprie boutique (Lampoon).

Cosa chiedere prima di comprare

  • La composizione del tessuto.
  • Che cosa dice l'etichetta di manutenzione: lavaggio in acqua o solo a secco?
  • Per divani e poltrone, se il rivestimento è sfoderabile.
  • Un campione da osservare a casa con la tua luce e da toccare nel verso del pelo e contropelo.
  • Informazioni sulla tenuta del colore: i coloranti del velluto spesso resistono poco al lavaggio e possono stingere.
  • Per le tende, come vanno spolverate. Le guide di manutenzione indicano la spazzola morbida o l'aspirapolvere a bassa potenza.

Velluto nella moda

Il velluto non è solo arredamento. La Tessitura Bevilacqua lavora i suoi tessuti anche per l'alta moda. Dolce & Gabbana li hanno usati in collezioni ispirate a Venezia. Nel guardaroba quotidiano puoi trovare il velluto a coste, il millerighe, lo stretch o la ciniglia. Le regole di base per i capi sono poche e semplici.

  • Leggi l'etichetta prima del primo lavaggio, non dopo.
  • Lava a parte i capi scuri o molto colorati, perché i coloranti possono stingere.
  • Spazzola nel verso del pelo per togliere polvere e pelucchi.
  • Per capi delicati o di valore affidati a una lavanderia professionale.

Come pulire il velluto senza rovinarlo

Le guide di manutenzione pubblicate dai marchi del settore concordano su pochi principi. Eccoli in ordine, dal più semplice al più prudente.

  1. Leggi l'etichettaÈ il primo controllo, prima di qualsiasi altro intervento. Ti dice come il produttore consiglia di trattare il capo o il rivestimento (Rowenta).
  2. Togli la polvere a seccoPrima di bagnare il tessuto, spazzola delicatamente con una spazzola morbida oppure passa l'aspirapolvere a bassa potenza.
  3. Segui il verso del peloPer la pulizia ordinaria usa una spazzola morbida e procedi sempre nel verso del pelo (Carillo Home).
  4. Fai una prova nascostaProva qualsiasi prodotto o metodo in un punto non visibile. Controlla anche che il colore non passi su un panno chiaro.
  5. Nel dubbio, lavaggio a seccoSe l'etichetta non è chiara o il pezzo è prezioso, scegli il lavaggio a secco professionale.
Attenzione ai colori

I coloranti del velluto spesso resistono poco al lavaggio e possono stingere (Donna Moderna). Un cuscino o un capo scuro può macchiare tessuti chiari: lavalo da solo e fai sempre la prova nascosta.

Dove vedere e studiare il velluto in Italia

Zoagli e Genova

Zoagli, in Liguria, è nota dal Medioevo per i velluti di seta tessuti a mano detti soprarizzo. Secondo una leggenda, i primi tessitori portarono l'arte del velluto dalla prima crociata (Wikipedia). Il Comune racconta che dopo la peste del 1580 Genova si aprì ai tessitori della Riviera. La città forniva la seta grezza e Zoagli restituiva velluto liscio e operato. Il paese è noto soprattutto per il velluto nero unito di altissima qualità (Comune di Zoagli). Qui lavora la Tessitura Gaggioli, impresa di famiglia oggi alla terza generazione con Giuseppe Gaggioli (Apritimoda).

Venezia

La Tessitura Luigi Bevilacqua è stata fondata nel 1875, ma ci sono notizie di tessitori Bevilacqua già nel 1499 (Bevilacqua, storia). Il soprarizzo è ancora tessuto a mano su 18 telai settecenteschi. Questi telai provengono dalla Scuola della Seta della Repubblica di Venezia.

Firenze

La Fondazione Arte della Seta Lisio prosegue il laboratorio fondato da Giuseppe Lisio nel 1906. La figlia Fidalma ha costituito la fondazione nel 1971. È scuola e centro di ricerca, e dal 2012 è anche agenzia formativa con corsi accreditati dalla Regione Toscana. Si trova in via B. Fortini 143, 50125 Firenze (Osservatorio dei Mestieri d'Arte). La fondazione tramanda la tessitura a mano di velluti e broccati (Fondazione Lisio).

Prato

Dal 2003 il Museo del Tessuto ha sede nell'ex Cimatoria Campolmi. Le collezioni comprendono tessuti europei dall'inizio del XIII secolo, tra cui velluti (Wikipedia). Ci sono anche sete, damaschi e broccati, campionari aziendali e figurini di moda (GIST).

Per chi lavora nel settore c'è Milano Unica, la fiera italiana dei tessuti e degli accessori di alta gamma. La 40ª edizione si è svolta dal 4 al 6 febbraio 2025 a Rho Fiera. Ha registrato il record di 723 espositori e il 12% di superficie in più (Il Sole 24 Ore).

La stessa parola descrive anche un vino o un finish cosmetico. Se ti incuriosisce, leggi la guida al vino vellutato o quella sull'effetto velluto in cosmetica.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra velluto tagliato e velluto riccio?

Nel velluto tagliato, detto anche unito, il pelo è reciso. Nel velluto riccio il pelo forma una serie di piccolissimi anelli.

Velluto a coste e millerighe sono tipi di velluto?

Sì. L'enciclopedia li elenca tra le varianti del velluto, insieme a ciniglia, velour, dévoré, jacquard e altri. Il velluto a coste è quello che in inglese si chiama corduroy.

Come si pulisce un divano in velluto?

Leggi l'etichetta e togli la polvere con una spazzola morbida o con l'aspirapolvere a bassa potenza. Spazzola sempre nel verso del pelo e prova ogni metodo in un punto nascosto. Se hai dubbi, rivolgiti a un professionista.

Il velluto si può lavare in lavatrice?

Dipende da cosa indica l'etichetta. Tieni conto che i coloranti del velluto spesso resistono poco al lavaggio e possono stingere. Nel dubbio, scegli il lavaggio a secco professionale.

Che cos'è il velluto di Genova?

È un altro nome del velluto a giardino, decorato con fiori multicolori. In Francia era noto come velours de Gênes.

Dove si può vedere il velluto antico in Italia?

Il Museo del Tessuto di Prato conserva tessuti europei dal XIII secolo, velluti compresi. A Firenze la Fondazione Lisio tramanda la tessitura a mano. A Venezia la Tessitura Bevilacqua usa ancora telai del Settecento.

Fonti

  1. Velluto — Wikipedia
  2. Velluto di Genova — Wikipedia
  3. Diecimila casse di velluto da Genova ad Anversa — Il Foglio
  4. Breve storia di Zoagli — Comune di Zoagli
  5. La Tessitura Gaggioli e il fascino dell'artigianato sul mar ligure — Apritimoda
  6. Tessitura Luigi Bevilacqua — Tessitura Luigi Bevilacqua
  7. Storia — Tessitura Luigi Bevilacqua
  8. Tessitura Luigi Bevilacqua, 150 anni a Venezia — Lampoon
  9. Fondazione Arte della Seta Lisio — Osservatorio dei Mestieri d'Arte
  10. Fondazione Lisio — Fondazione Arte della Seta Lisio
  11. Museo del tessuto — Wikipedia
  12. Prato, il sorprendente Museo del Tessuto — GIST
  13. Tessuti, fatturato a 7,1 miliardi: la sfida di Milano Unica — Il Sole 24 Ore
  14. Come lavare e stirare il velluto — Rowenta
  15. Come pulire il velluto nel modo migliore — Carillo Home
  16. Come lavare i capi di velluto in lavatrice — Donna Moderna